Resentèra. Nome di una contrada di Lamon (Belluno). È registrato, senza raddoppiamento della "r", nelle tavolette al 25 mila dell'Istituto Geografico Militare ed è collocato a qualche centinaio di metri dal centro del paese. È il nome della via, parallela alla quale correva il rio così denominato. Da esso prendono il cognome alquante famiglie lamonesi.

Il toponimo deriva dal latino * recentare, in dialetto "resentàr", "risciacquare", e indica il corso d’acqua che serviva da lavatoio, come mostra la foto della pagina iniziale (Dante Olivieri, Toponomastica veneta, 1961; Angelico Prati, Etimologie venete, 1968). Il raddoppiamento dell'ultima consonante – evidente esempio di ipercorrettismo: chi scrive pensa a "rasente terra", non più a "resentar" – è posteriore, ma vincente nell'anagrafe. Le molte lapidi del cimitero, anche quelle più vecchie, murate nella cinta, portano tutte il raddoppiamento (quella di Giovanni Battista, "Duèca", è la più antica). Ora la via, che si diparte da piazza 3 Novembre affiancando sulla sinistra il municipio, ha il nome corretto. Il toponimo (Resentèra) e il cognome (Resenterra) appaiono anche in Annamaria Seno, La coltivazione del fagiolo nel Feltrino, in Fava, patata, fagiolo, papavero. Sistemi e tecniche tradizionali di coltivazione e di utilizzazione nel Bellunese, Feltre 1988. Una intervistata si chiama Luigia Resenterra. A pag. 143, parlando di appezzamenti di dimensioni maggiori dichiara: «Ce n'erano diversi, c'erano i Todeschi, ce n'era su là per Resenterra che facevano quel lavoro là», cioè usare l'aratro invece che la zappa. Il testo trascritto nel dialetto dice però: «…ghe n era su là par Resentèra che féa quel laóro là» (nota 48, pag. 168). Si cita varie volte il toponimo nel libro di Adolfo Malacarne, I sentieri ritrovati. Frazioni, borgate e contrade lamonesi, Calliano, 1982. A pag. 12 vengono ricordate le famiglie che hanno dato nome a determinate contrade, portando, tra i vari esempi, anche via Resenterra. Invece è il contrario: è il toponimo che ha generato il cognome. Un pensiero dal Feltrino. Vecchie cartoline della raccolta Leonida Scaranzin, Belluno, 1982, a pag. 66 riporta la foto (Dal Ponte 1930) dell'albergo "Stella d'Oro" di Lamon, già dimora della famiglia di Casimiro Resentera. Come in ogni paese i rami diversi della stessa famiglia (ben 13) venivano indicati con un soprannome. "Duèca" era quello assegnato a Gio. Battista, padre di Casimiro.